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Questa restituzione dimostra che la persecuzione non conosce confini geografici

RSI, Radiogiornale, 5 maggio 2026, di Paola Latorre – Il servizio inizia al minuto 12.56

La restituzione di questo dipinto agli eredi di Martha Nathan è degna di nota, perché?

Perché Martha Nathan viveva a Ginvera e ha venduto il quadro in Svizzera — non in Germania. Ma la persecuzione non si è fermata alla frontiera. Ogni sei mesi doveva dimostrare di avere abbastanza denaro per non essere espulsa. Martha Nathan non era al sicuro a Ginevra. Se non avesse venduto quel quadro, avrebbe rischiato la deportazione. Ha venduto per sopravvivere. Questa restituzione dimostra che la persecuzione non conosce confini geografici.

 

Il quadro all’epoca fu venduto in modo regolare. Perché allora la commissione ha deciso che doveva essere restituito agli eredi?

Formalmente era una vendita. Nella realtà era una costrizione. Senza quel denaro, non avrebbe potuto rinnovare il permesso di soggiorno. E senza permesso, l'avrebbero espulsa — verso la Francia occupata, verso la morte. Il criterio decisivo non è il luogo della vendita, ma la causalità: È la persecuzione cha ha determinato la decisione di vendere! Non fa differenza se Martha Nathan ha venduto il quadro a Francoforte, Parigi o a Ginevra — perseguitata resta perseguitata.



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